Estate 2019, arriva il Galateophone, le cinque regole dei Millennials per un civile e corretto utilizzo dello smartphone in vacanza. Dai selfie agli sms insistenti, dagli squilli fino alle telefonate in viva voce: quanto rispettiamo il galateo digitale in spiaggia?

Quante volte siamo “molestati” dal comportamento incivile del nostro vicino di sdraio? Riusciamo davvero a “staccare” e a goderci appieno le tanto amate vacanze, oppure tendiamo sempre un occhio o un orecchio al nostro smartphone? Il Trend Radar di Samsung, attraverso uno studio condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su 1.500 giovani compresi tra i 25 e i 35 anni, ha voluto indagare i comportamenti legati allo smartphone nel corso dell’estate, alla scoperta di come la vita da spiaggia si combini sempre di più con la tecnologia.

Lo smartphone si conferma in assoluto il compagno di viaggio preferito dei Millennials in vacanza (88%), l’oggetto da portare sempre con sé in spiaggia, seguito dal tablet (55%) e dall’e-Reader (44%).

E in spiaggia come lo si utilizza? Quali sono i comportamenti corretti da seguire? Secondo i Millennials il Galateophone in spiaggia deve seguire cinque semplici regole:
1 – No alla suoneria alta che infastidisce i vicini di ombrellone, stop agli sms continui e agli squilli: la parola chiave in spiaggia é “silenzioso”;
2 – Stop al vivavoce, esistono gli auricolari, amatissimi dai Millennials, che li definiscono l’accessorio più utilizzato proprio al mare (84%);
3 – No a video e musica a tutto volume, canzoni in spiaggia sì, ma solo al tramonto, meglio se con speaker di ultima generazione, altro accessorio amatissimo da un Millennial su tre;
4 – Stop gli occhi fissi sul telefono: il paesaggio merita di essere contemplato, per rilassarsi, pensare e, perché no, magari sognare un po’. Ma soprattutto per imprimere le immagini delle vacanze nella propria mente!
5 – Privacy is the key: stop alle videochiamate con il rischio di filmare inavvertitamente il vicino di ombrellone.

“E’ giusto limitare l’uso dello smartphone per una civile convivenza sotto l’ombrellone – commenta la psicologa psicoanalista Raffaella Conconi, coordinatrice del Servizio Tutela Minori di Lecco e provincia – , soprattutto in contesti già sociali come quello della spiaggia, in cui l’uso eccessivo del telefono può limitare i rapporti umani. Non dimentichiamo, inoltre, che il viso incollato sullo schermo o la telefonata in viva voce sono fastidiosi non solo per il vicino di ombrellone, ma anche per chi è in vacanza con noi. Abituiamoci, insomma, all’idea di non avere lo smartphone sempre sott’occhio. Cerchiamo di fare attività variegate, dalla lettura di un libro a una bella passeggiata”.