I film sulla bomba nucleare: in Italia fu The Day After il film sulla guerra nucleare che sconvolse le coscienze nella prima metà degli anni ottanta. Un film fu realizzato per la televisione statunitense e andò in onda per la prima volta il 20 novembre 1983 sul circuito televisivo della ABC.

Il film narra di un’escalation della Guerra Fredda proprio a Berlino, dove tutto terminò ed ebbe inizio nel 1945. Un’escalation che porta ad una guerra nucleare, più precisamente ad un reciproco attacco counter-silos ICBM, tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, con le conseguenze percepite dai residenti delle zone rurali con alta densità di basi di silos ICBM negli USA, come Lawrence e Kansas City.

“Se questo giorno dovesse venire sarebbe la fine di tutti i giorni “

Il film ebbe un grande impatto sul pubblico americano, record di ascolti e ben due Emmy. Per il lancio europeo fu ideata un’aggressiva campagna pubblicitaria ricca di slogan di grande effetto:

“Ha scioccato 125 milioni di spettatori”, “Mai un film aveva suscitato tanto clamore e paura”.

In Europa il film sulla bomba nucleare fu distribuito dalla Titanus e uscì nelle sale italiane il 10 febbraio 1984 con il doppio titolo, nome originale e traduzione letterale: The Day After – Il giorno dopo. La Rai lo mise in onda in prima serata dopo appena nove mesi, il 16 novembre 1984, un anno dopo la sua prima TV in assoluto. Ah Mamma Rai…

Nella versione italiana la didascalia successiva all’ultimo fotogramma è introdotta da una voce:

“I catastrofici eventi a cui avete assistito sono senza ombra di dubbio molto meno tragici di quanto accadrebbe se gli Stati Uniti venissero realmente coinvolti in una guerra nucleare. Ci auguriamo che questo film convinca tutte le nazioni della Terra, i loro popoli e i loro governatori a evitare questa drammatica fine”.

La critica lo considerò un B-Movie a tutti gli effetti, ma all’epoca fu tra i primi film che provavano a descrivere un possibile scenario che, come noi tutti pensavamo, potesse essere solo l’unica via d’uscita e il naturale compimento della Guerra Fredda. Nessuno poteva immaginare che alla fine, con due semplici parole Glasnost e Perestrojka pronunciate da un uomo con una vistosa voglia in testa tutto si dissolse in un “quasi” batter di ciglia…

Sembrava una paura superata, ma oggi, sebbene in maniera nettamente differente, più teatrale e volta a rimembrare antichi fasti ormai da tempo sopiti, si sia ripresentata al mondo. Quando insegnavo alle scuole medie feci vedere ai ragazzi di una terza The Day After. Il film annoiò gli studenti, effettivamente 4 anni fa sembrava ancora una cosa superata, da libri di storia e messa nel dimenticatoio. Solo un manipolo di giovani, che avevano già sentito questi ricordi dai loro genitori seguirono il film, riempiendomi di domande, alcune anche molto interessanti.

Ora, questo piccolo intervento nasce dopo aver letto un articolo su motherboard.vice.com che parlava di un film inglese analogo e che, come recita il titolo del pezzo, in Inghilterra traumatizzò un’intera generazione. Realizzato circa un anno dopo The Day After, Threads, nella lingua dei poeti con l’aggiunta della frase Ipotesi di sopravvivenza, fu prodotto dalla BBC in collaborazione con la Western World Television e Nine Network.

Sicuramente più crudo di quello americano, fu trasmesso in Italia una sola volta su Rai 1 il 7 agosto 1985. Questa volta tutto inizia in Medio Oriente, in Iran, con un colpo di stato voluto dagli Stati Uniti… Pensandoci bene uno scenario, oggi, quasi profetico, visto che Berlino è stata riunificata insieme alla Germania già da un po’ di tempo…

Questo il pezzo originale. Buona lettura.