Mescole ovvero incontri. Di ingredienti, di idee, di creatività. È la nuova iniziativa di Archivio Storico, il cocktail bar di Napoli che dal 2013 fa cultura del bere miscelato. Un calendario di incontri, i migliori protagonisti della mixology, uno per ogni serata, per esplorare nuove alchimie alcoliche.

È dal confronto che nascono le migliori proposte: ecco allora una serie di appuntamenti e professionisti dello shaker alternarsi al bancone dell’Archivio Storico per proporre grandi classici e nuove interpretazioni. Una cocktail parade che accende i riflettori sui protagonisti della mixology a Napoli e in Campania e sull’arte della miscelazione di qualità. Si comincia il 26 febbraio con Paolo Manna di Donna Romita Alcolici&Cucina di Napoli; il 4 marzo è la volta di Dante La Gala del VBRR di Nola, si prosegue l’11 con Nino Siciliano dello Speakeasy di Pomigliano d’Arco e il 25 marzo con  Salvatore Scamardella di Piazza Vanvitelli Experimental Bar di Castellammare di Stabia.

Ospiti per una sera – dalle 21.30 – dell’Archivio Storico porteranno con sé ricette ed esperienze per raccontarsi al pubblico e proporre il proprio drink: stili e tecniche di miscelazione a confronto, sperimentazioni, ricerca, contaminazioni creative e un pizzico di puro spettacolo. A fare gli onori di casa Luca Iannuzzi, fondatore di Archivio Storico e grande cultore di spirits, e il bartender resident, Salvatore D’Anna, appassionato sperimentatore di ricette e abbinamenti.

Segnalato dal New York Times tra i migliori cocktail bar di Napoli, l’Archivio Storico è stato il primo speakeasy in città – con tanto di passaggio segreto – aperto nel 2013 da Luca Iannuzzi, imprenditore partenopeo. Scoperta è la parola chiave di questo spazio ricavato in quelle che erano le cantine e i cellai di un antico palazzo storico nel cuore del Vomero. Il locale si affaccia sulla strada come un semplice bar, ma una scala conduce al piano inferiore: qui un grande quadro di tre metri di altezza raffigurante il Trionfo di Don Carlo di Borbone si apre come una porta scorrevole e introduce ad uno straordinario caveau, quasi uno spazio segreto che si dipana in cinque sale, una nell’altra, scandite da grossi muri e archi in tufo, luci soffuse, cimeli d’epoca, poltrone, sofà e tavoli alti. La sala bar si svela quasi alla fine e sorprende per il singolare soffitto fatto di quadri e cornici disordinatamente sistemati orizzontalmente e la straordinaria bottiglieria a vista. L’offerta drink è tra le più contemporanee e aggiornate che la città propone: sperimentazione, altissima qualità degli spirits e tecnologia all’avanguardia – è l’unico locale in Campania a vantare il Rotavapor, innovativo apparato di distillazione che consente di distillare a bassissime temperature.