In occasione di Euroluce 2019, Oluce ha presentato nuove collezioni, e anche un ampliamento di modelli, dimensioni e finiture di alcuni dei prodotti già a catalogo. Le lampade di Oluce rivendicano un’estetica progettuale incisiva, disegnata, decorativa. Una bellezza sottile, intellettuale, che negli anni ha portato l’azienda a realizzare alcune tra le icone dell’illuminazione più conosciute ed apprezzate al mondo.

Oluce Amanita

Il desiderio di mettere competenze illuminotecniche dell’azienda a disposizione di architetti e progettisti ha trovato la massima espressione nel servizio Bespoke Tailoring: lampade ideate ad hoc su progetti specifici oppure in varianti modulari su disegni già esistenti a catalogo articolano la ricca proposta tailor made che l’azienda offre per poter soddisfare, nel modo più adeguato, le esigenze di grandi e piccole forniture.

I prodotti presentati sono espressione di un’estetica ben definita e di un nuovo modo di intendere gli spazi. Prodotti da esterno e da interno, riedizioni firmate da maestri del design quanto mai attuali, progetti inediti – destinati a diventare le nuove icone dell’azienda – e prodotti disegnati da studenti e giovani promesse del design, in un’operazione di talent scouting alla sua seconda edizione.

Ad aprire la collezione, Ilo, famiglia di lampade con fonte luminosa LED, firmate dal designer madrileno David Lopez Quincoces. I richiami architettonici e la pulizia delle forme di Ilo fanno da peso sulla bilancia, in un equilibrio perfetto con il suo sottile animo decorativo e le sue preziose finiture, creando un oggetto dalla bellezza poliedrica, capace di inserirsi nei mondi e negli stili più diversi.

Un omaggio ai maestri dell’illuminazione, nomi che hanno contribuito a fare la storia del design e della stessa Oluce: l’azienda presenta quest’anno la riedizione di un prodotto degli anni ’50 firmato da Ostuni e Forti.
La lampada, chiamata 1953 proprio a rievocare l’anno della sua prima creazione, è oggetto decorativo ma dal disegno pulito e lineare.

Direttamente dalla collaborazione con lo IED – Istituto Europeo di Design della sede di Roma, Marta Perla disegna Siro, una lampada da tavolo composta da una lente e da un disco frontale che libera – grazie ad una sottilissima fonte LED – una luce radente al suo interno. Se vista frontalmente, Siro costituita soltanto di due elementi bidimensionali, suscitando l’illusione di essere in perfetto equilibrio sul piano.

Il progetto di Mariana Pellegrino Soto rappresenta la principale novità di quest’anno per le collezioni dedicate sia all’indoor che all’outdoor: prodotti pensati e realizzati per l’indoor che – con finiture, dimensioni e specifiche costruttive differenti – possono essere utilizzati anche all’esterno, o viceversa.

Il progetto di Federica Farina, invece, è dedicato esclusivamente al mondo outdoor. Otto è una lampada segna-percorso dalle forme morbide ed avvolgenti. Dalla base, un sottile disco, si alza lo stelo cilindrico, su cui poggia una semisfera regolabile con all’interno la luce LED.

Berlin di Christophe Pillet è un oggetto che ridiscute l’accezione comune di plafoniera, capovolgendone la tradizionale discrezione per trasformarla in una presenza elegante e decorativa, ispirandosi ai diktat estetici della Bauhaus.

A chiudere le novità presentate durante Euroluce 2019, una inedita versione dell’iconica lampada da terra Pascal, disegnata da Vico Magistretti, proposta – accanto alla classica bianca con base in pietra serena – nella nuova variante in anodic bronze.